L’INFIAMMAZIONE: IL NEMICO NASCOSTO

 Il nostro organismo in presenza di situazioni stressanti di diverso tipo  risponde nello stesso modo: SVILUPPANDO UNA RISPOSTA INFIAMMATORIA. Se riusciamo a superare l’evento in un tempo breve, tutto ritorna alla normalità. Se lo stressor permane, allora si liberano delle sostanze che con il tempo creano patologie.  Gli stressors sono vari: il cibo, la postura, le emozioni i traumi fisici, le infezioni.

Per questo motivo è necessario prendere in considerazione gli aspetti  fisici, mentali, emotivi.

Si può valutare l’infiammazione con esami quali la VES, la PCR, l’OMOCISTEINA e l’ELETTROFORESI PROTEICA. Importante più che il valore assoluto di tali esami è il TREND cioè l’andamento nel tempo in aumento o diminuzione. Esiste un esame strumentale che permette di misurare l’infiammazione in fase iniziale e soprattutto stimarne l’andamento nel breve/medio  termine. Si tratta dell’esame BIOIMPEDENZOMETRICO o ANALISI DELLA COMPOSIZIONE CORPOREA (BIA-ACC). Oltre alla MASSA MAGRA, MASSA GRASSA, si considerano parametri che permettono di valutare anche l’entità dell’INFIAMMAZIONE dell’organismo come ad esempio L’ACQUA EXTRACELLULARE. 

Importante per la regolazione dello stato infiammatorio è il sistema nervoso autonomo, in particolare attraverso la componente PARASIMPATICA (nervo Vago). Esiste, infatti, una via COLINERGICA ANTINFIAMMATORIA che, attraverso, meccanismi complessi, in condizioni di salute riducono lo stato infiammatorio sia locale che sistemico. Quando s’instaura un’alterazione di tale sistema, si riduce la capacità di autoregolazione antiinfiammatoria dell’organismo. E’ possibile valutare lo stato del Sistema Nervoso Autonomo (ANS) attraverso uno strumento, il PGG-FLOW. Il test indolore non presenta controindicazioni. Inoltre è possibile eseguire anche sedute terapeutiche di biofeedback respiratoria (risonanza respiratoria).

I due test BIA-ACC e PGG-FLOW  possono essere eseguiti separatamente, ma in associazione danno informazioni sulla situazione generale dell’organismo sia strutturale che neurovegetativa.

In presenza di una patologia è  importante quindi  intervenire sull’infiammazione   sottostante mediante l’alimentazione eliminando  per un certo periodo, gli ALIMENTI PRO INFIAMMATORI in quanto liberatori di ISTAMINA: come ad esempio i formaggi stagionati, gli insaccati, i cibi raffinati ed anche alcuni tipi di frutta e ortaggi , DRENARE L’ORGANISMO e bere adeguata quantità di acqua OLIGOMINERALE O MINIMAMENTE MINERALIZZATA; svolgere  l’attività fisica NON INTENSA - E’  importante inoltre intervenire sugli stati emotivi negativi e utilizzare tecniche che aumentano il tono vagale (agopuntura, meditazione, tecniche respiratorie).

L’APPARATO DIGERENTE…. SOLO UN TUBO ?


Spesso il nostro apparato digerente viene considerato poco più di un lungo tubo a partenza della cavità orale con termine a livello anale, che ha come funzione quella di “assorbire” i nutrienti ed espellere le sostanze di rifiuto. Si sa essere colonizzato da una “FLORA BATTERICA” e, troppo spesso non lo trattiamo con la dovuta attenzione.
L’apparato digerente in realtà è un organo molto complesso a cui sono annesse due ghiandole fondamentali che sono il FEGATO e il PANCREAS. Quest’ultimo è molto noto per la produzione di insulina che regola la concentrazione dello zucchero nel sangue (glicemia), meno nota è la sua azione sulle funzioni digestive. Un altro aspetto importante anzi fondamentale dell’intestino sono i MICROBIOTI vale a dire i batteri che colonizzano tutto l’intestino compresa la cavità orale e che intervengo in moltissime attività tra cui ad esempio la produzione di vitamine ---e non solo.
I microbioti producono tutta una serie di sostanze con azione ormonale, e sostanze tipo neurotrasmettitore che possono, anzi influenzano il comportamento. L’intestino è inoltre responsabile della prima difesa immunitaria, avendo disseminato lungo tutto l’ileo le Placche del
Peyer che sono, praticamente come delle stazioni linfonodali dove avviene la prima presentazione delle sostanze estranee (antigeni) con conseguente attivazione della risposta anticorpale Ovviamente la funzione principale dell’intestino è quella di assorbire i nutrienti digeriti (stomaco e duodeno mediante i succhi pancreatici) per trasportarli prima al fegato e da qui ai vari organi. Per poter fare tutto in modo ottimale è necessario che la cosiddetta FLORA BATTERICA INTESTINALE , che ha delle caratteristiche bene precise, sia equilibrata vale a dire vi sia EUBIOSI . In caso contrario si avrà DISBIOSI con la comparsa di sintomi vari anche non apparentemente ricollegabili all’intestino, come ad esempio dermatite, faringiti ricorrenti, cefalee bronchiti, cistiti e vaginiti ricorrenti.Anche anemia, stanchezza cronica possono essere ricondotte a tale problema. Senza parlare ovviamente di patologie intestinali più gravi quali Morbo di Crhon,
Colite Ulcerosa, Polipi Tumori, eccetera.
Da quanto esposto sopra si comprende come per qualsiasi patologia è necessario effettuare una “pulizia” intestinale e ripristinare le condizioni di eubiosi.Tale pulizia può essere eseguita in diversi modi, ad esempio con l’idrocolonterapia, con l’uso di purganti (l’abitudine dei nostri predecessori di dare una purga ai cambi di stagione aveva proprio questa funzione) , a cui deve seguire il ripristino della flora batterica. La flora eubiotica intestinale è costituita per il 15% da bifidobatteri, 2% da lattobacilli . Ne deriva quindi che, in genere, devono essere dati in primis i bifidobatteri e successivamente i lattobacilli. Un aspetto importante affinché la nostra flora intestinale si mantenga
in buone condizioni, riguarda l’alimentazione. Per aiutare la flora eubiotica è NECESSARIO assumere alimenti freschi, trattati il meno possibile (vivi da un punto di vista biologico) , di stagione , integrali.

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Dott.ssa Cinzia Maria Zurra - Medico Chirurgo 

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